La storia di
Jesolo si compone di quattro cicli che si riassumono nei tre nomi
che hanno contraddistinto nel tempo questa località: Equilium, Jesolo,
Cavazuccherina ed infine ancora Jesolo. Inquadrata nell’agro Altinate,
l’antica Equilium romana divenne al tempo delle invasioni barbariche
terra di rifugio per gli abitanti di Oderzo, in fuga dalle devastazioni
portate da Visigoti, Unni, Ostrogoti, Goti e Longobardi. Tra il
VI e il VII secolo, in seguito alla distruzione di Padova e Oderzo,
vi fu una grande migrazione verso l’isola di Melidissa ed Equilio.
Sorsero così due città: Eraclea e Jesolo, al riparo dalle distruzione
barbariche in virtù della loro collocazione geografica.
Ben presto Jesolo
ed Eraclea vennero a scontrarsi in armi e per cento anni si susseguirono
gli scontri, finché intorno all’anno 808 entrambe le città furono
aggredite dai Franchi e distrutte. Ciò fu reso possibile anche dal
fatto che nel corso dei secoli le lagune su cui si trovavano Jesolo
e Eraclea erano state interrate e quindi erano raggiungibili via
terra dagli eserciti dei nuovi invasori. Nellaprima metà del IX
secolo, dopo la pace tra l’Impero Carolingio e l’Impero Bizantino,
Jesolo divenne sede vescovile ma ciò non servì ad arrestare un declino
ormai inarrestabile, culminato nel 1466 con la soppressione dell’episcopato
in Jesolo.
Da allora l’antica gloriosa Jesolo fu ridotta nei secoli a terra
di palude, regno della malaria. La lenta ripresa iniziò verso la
metà del 1500 quando il litorale jesolano fu interessato da un’opera
di escavazione per realizzare una via navigabile interna verso il
nord-est. Sovrintendente a tale opera fu nominato Alvise Zuccherini,
da qui il nome di Cavazuccherina che fu dato alla località che ben
più gloriosamente aveva portato il nome di Equilium prima e Jesolo
poi. Cavazuccherina divenne Comune nel 1806, durante il regno napoleonico
e arrivò a contare 10.000 abitanti nel 1911.
Durante la prima
guerra mondiale Cavazuccherina si trovò al centro delle operazioni
belliche e fu quasi totalmente distrutta. La vera e definitiva ripresa
si ebbe a partire dal primo dopoguerra, dopo che l’opera di bonifica
stabilita per legge fin dal 1906, era stata interrotta a causa degli
eventi bellici. Gli abitanti passarono dagli 8.000 nel 1920, agli
11.000 nel 1930, ai 15.000 nel 1950, ai 20.000 nel 1970. Nel1930
ritornò per la città il nome di Jesolo ed iniziò quel miracolo che
ha trasformato la città nella seconda spiaggia europea.
Si installarono
i primi stabilimenti balneari ed i primi alberghi come il Bagni,
l' Hotel Marina, il Vidi, Bagni Miramare,
il Centrale, il Rosa, il Casabianca, l’Aurora, l’Eden ed altri ancora.
Jesolo ebbe il titolo di città nel 1983 con decreto dell’allora
Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Pur aperta alle esigenze
di una clientela internazionale, Jesolo mantiene nel suo tessuto
urbano e sociale le caratteristiche tipiche dei centri veneti. Da
menzionare quali reperti storici le Porte Vinciane, al confine con
Venezia, la Torre del Caligo e i resti della Basilica di Santa Maria
in Equilio, definitivamente rasi al suolo durante la grande guerra
del 1915-1918.